Ugo Mulas. The Sensitive Surface

10426241_744164282324069_8149827946734987513_nUna doppia esposizione (Milano e Napoli) che intende presentare al pubblico gli aspetti più variegati e in alcuni casi, meno noti, di una delle figure più emblematiche della fotografia internazionale del Dopoguerra. Conosciuto come maestro del ritratto in bianco e nero, della fotografia di moda e del reportage, Ugo Mulas fu soprattutto un grande osservatore dellaUgo-Mulas-Verifiche_Omaggio-a-Nièpce-1970-Courtesy-Lia-Rumma-Napoli-Milano realtà e in quest’occasione il pubblico potrà ammirare alcune opere realizzate nel periodo compreso tra il 1969 e il 1973 caratterizzato da una fortissima sperimentazione e ricerca, volta ad esplorare le potenzialità “concettuali” della fotografia. Una selezione di “Verifiche”, inediti “Still Life” e di “Prove delle Verifiche” (fotografie nere stampate direttamente da negativi vuoti): una raccolta di immagini che sfidano il linguaggio e la temporalità della narrazione fotografica, del documento e della registrazione di un momento, di un tempo e di un luogo concentrandosi invece sul concetto, tanto caro a Mulas, del “fare” Fotografia.

www.liarumma.it

fino al 14 febbraio 2015

UGO MULAS – The Sensitive Surface – Galleria Lia Rumma, via Stilicone 19
Ingresso gratuito
Orari: da martedì a sabato dalle h. 11.00 alle h. 13.30 e dalle h. 14.30 alle h. 19.00

Mostra visitata il 10 gennaio 2015

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De Chirico, lo sguardo oltre il mistero

Oltre trenta opere della collezione della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico dagli anni Quaranta fino alla metà degli anni Settanta, con l’obiettivo di illustrare il ruolo che l’oggetto misterioso gioca nella produzione artistica di Giorgio de Chirico.6_il-poeta-e-il-pittore Il percorso espositivo è volto ad approfondire il rapporto del pittore con alcune tematiche della sua ricerca, in particolare con la presenza ricorrente di alcuni oggetti, che cambiano significato a seconda del contesto. Un microcosmo artistico fatto di visioni, fantasia e ricordi che offre un punto di vista inconsueto su oggetti comuni e molto famigliari che pensiamo di conoscere, ma che all’interno dell’opera assumono un significato diverso nel momento in cui vengono combinati tra loro in modo inaspettato o illogico. La sua pittura metafisica che ritroviamo in opere come «Interno metafisico con pere», «Sole sul cavalletto»de-chirico-sole-sul-cavalletto-OK, «La meditazione di Mercurio», «Il poeta e il pittore»  è carica di suggestioni, di atmosfere enigmatiche in cui dominano l’immobilità e il silenzio e coinvolge il visitatore, permettendogli di scoprire scoprire la straordinaria personalità artistica e umana del Grande Metafisico che ritroviamo in tutti i suoi lavori e che ha avuto un ruolo fondamentale nello scenario artistico internazionale del Novecento.

ww.dechiricomonza.com

fino all’1 febbraio 2015

Giorgio de Chirico e l’oggetto misterioso – Reggia di Monza – Serrone della Villa Reale Ingressi: intero 10 €; ridotto 9,00 €
Orari: da lunedì a giovedì dalle h. 10.00 alle h. 13.00 e dalle h. 14.00 alle h. 19.00. Venerdì: dalle h. 10.00 alle h. 13.00 e dalle h. 14.00 alle h. 22.30. Sabato e domenica dalle h.  10.00 alle h. 20.00

MOSTRA VISITATA IL 6 GENNAIO 2015

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Il sorriso di Chagall a Palazzo Reale

La passeggiataCon oltre 220 opere provenienti dai principali musei del mondo, la mostra che Milano dedica a Chagall, è la più grande retrospettiva mai dedicata in Italia al pittore russo: un percorso cronologico che illustra l’intera produzione dell’artista che copre un arco di circa ottant’anni.
Si va da Le petit salon, il suo primo quadro, che l’Artista dipinge durante il soggiorno a San Pietroburgo, dove si era recato dalla nativa Vitebsk per studiare pittura, fino alle ultime monumentali opere realizzate negli anni Ottanta del Novecento (come il don Chisciotte), passando dalle creazioni del primo soggiorno francese (dove entrò in amicizia con Guillaume Apollinaire, Robert Delaunay e Fernand Léger) interrotto dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, a cui seguì il matrimonio con l’amatissima Bella Rosenfeld nel 1915 e il ritorno in Russia fino al 1921. Poi le opere dell’esilio da Parigi occupata dai nazisti e quelle della fuga a Marsiglia, in Spagna e in Portogallo; il trasferimento in America negli anni Quaranta e il definitivo ritorno in Francia, tra i colori della Costa Azzurra e la Provenza.
I-and-the-Village-by-Marc-font-b-Chagall-b-font-abstract-oil-paintings-reproduct-realistE’ durante questo lungo lasso di tempo che si costituì l’inconfondibile linguaggio dell’Artista, che rielaborando con la sua vena poetica e fantasiosa l’originaria cultura ebraica e la tradizione russa seppe sintetizzare mondi diversi e contemporanei.
Del magnifico tributo che Milano dedica a Marc Chagall colpisce più di tutto la singolarità di una ricerca pittorica capace di costruire immagini piene di amore e gioia di vivere da sempre capaci di trasportarci in un mondo di leggerezza e fantasia, in una sorta di favola illustrata abitatata da capre, mucche, fiori, città e campagna, figure del sacro e luoghi dell’inconscio.

marc-chagall

www.mostrachagall.it

fino all’1 febbraio 2015

Marc Chagall. Una retrospettiva 1998 – 1985 – Palazzo Reale
Ingressi: intero 12 €; ridotto 10,00 € (prevendite 20 € a biglietto)
Orari: lunedì, martedì, mercoledì dalle 9.30 alle 19.30. Giovedì, venerdì e sabato dalle 9.30 alle 22.30; domenica dalle 9.30 alle 21.00.
Biglietti con audioguide gratuite per tutti i visitatori

MOSTRA VISITATA IL 18 GENNAIO 2015

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Mimmo Rotella a Palazzo Reale, la nascita di un “marchio di fabbrica”

 La mostra – in cui sono presenti circa centosessanta opere – si focalizza sul periodo che va dal 1953, anno in cui, per la prima volta Mimmo Rotella (Catanzaro, 1918 – Milano, 2006) crea i décollages, quadri realizzati con immagini pubblicitarie strappate dai muri e ricomposte in collage, al 1964 quando Rotella partecipa alla XXXII Biennale di Venezia.
Il percorso dell’esposizione analizza alcuni momenti “chiave” dell’inizio della carriera dell’artista. A partire dal suo trasferimento a Roma, subito dopo il rientro in Italia dalla Kansas City University del 1952, dove stabilisce un dialogo sia con la generazione precedente sia con i suoi coetanei.
ImmagineÈ in questo ambito che ricorre a un simbolo del contesto urbano postbellico: il manifesto pubblicitario.
La sua sperimentazione lo porta a rimodulare il poster in ogni modo possibile: un semplice manifesto diventa nelle sue mani unità di partenza per lo studio dell’aspetto materico che esso assume a contatto con la tela grezza, particella elementare per la costruzione di un immaginario astratto e infine studio della forma che va a costituirsi sul retro del manifesto, tramite l’azione di colle e ruggini.
Seguendo il percorso della carriera di Rotella sono individuati e presentati in mostra quei lavori realizzati a ridosso degli anni Sessanta, momento in cui intesse i primi rapporti con la Francia – tramite il Nouveau Réalisme – e gli Stati Uniti, dove già nel 1961 partecipa presso il Museum of Modern Art a New York a The Art of Assemblage. Sempre più attivo tra Roma e Parigi, Rotella ha modo di lavorare a stretto contatto con gli artisti della Pop Art e di aprire i suoi orizzonti sul contesto americano, dove entra in contatto con artisti del calibro di Robert Rauschenberg, Oldenburg, Twombly, Jackson Pollock e Yves Klein. L’esperienza americana culmina nel 1962 con la personale alla Galleria Bonino di Buenos Aires e con la partecipazione a New Realists, presso la galleria Sidney Janis a New York.

fino al 31 agosto 2014

Décollages e retro d’affiches – Palazzo Reale
Ingressi: intero 11 €; ridotto 9,50 €
Orari: martedì, mercoledì, venerdì, domenica dalle 9.30 alle 19.30. Giovedì e sabato dalle 9.30 alle 22.30; lunedì dalle 14.30 alle 19.30.
Biglietti con audioguide gratuite per tutti i visitatori

MOSTRA VISITATA IL 15 GIUGNO 2014

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Al Museo del Novecento Munari Politecnico

rb/mb 1 001Un percorso espositivo che racconta la figura eclettica e creativa di Bruno Munari (Milano, 1907 – 1998), artista, grafico, designer, progettista, editore e pedagogista, che ha saputo, più di ogni altro, utilizzare l’Arte come originaria forma espressiva creando una poetica assolutamente unica e inimitabile.
La mostra-racconto che raccoglie opere provenienti prevalentemente dalla collezione di Bruno Danese e Jacqueline Vodoz, disposte in un allestimento che le pone in un rapporto dialettico con altre realizzate da artisti che hanno incrociato il poliedrico percorso creativo dell’artista milanese come Victor Vasarely e Gillo Dorfles, Giulio Paolini e Davide Mosconi, sottolineando affinità nei modi e approcci all’invenzione e alla pratica dell’arte. Vengono in questo modo delineate le fasi che segnano l’evoluzione delle eclettiche ricerche di Munari, anche attraverso i diversi linguaggi delle avanguardie, dal Futurismo all’Arte Concreta, sino all’Arte Programmata.
Dai “negativi-positivi” che indagano i rapporti tra figura e sfondo alle “sculture da viaggio”, superfici piane ripiegabili, che dispiegate assumono disposizioni tridimensionali; sino alle macchine anche “inutili”, con forme ed elementi sospesi o dispositivi cinetici, che rivelano nel movimento il loro potenziale estetico. rb/mb 172 001
Infine, accanto alla mostra principale, il focus Chi s’è visto s’è visto raccoglie fotografie di Ada Ardessi e Atto, che testimoniano momenti della vita professionale e privata di Munari, a cui sono stati accanto per oltre quarant’anni, in un ritratto inedito e affettuoso.
Un’occasione unica per scoprire e capire la “materia” artistica di Munari, fatta di intuizioni e rigore, approccio scientifico e impulso creativo, ironia e sperimentazione, percezione e comprensione della realtà, programmazione e caso.

Fino al 7 settembre 2014

www.museodelnovecento.org

Munari Politecnico – Museo del Novecento
Ingressi: intero 11 €; ridotto 9,50 €
Orari: Lunedì: dalle h. 14.30 alle h. 19.30; da martedì a domenica: dalle h. 9.30 alle h. 19.30; giovedì e sabato aperto fino alle h. 22.30 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura).
Chiuso lunedì mattina.

MOSTRA VISITATA IL 6 APRILE 2014

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Arp e Licini dialogano al Museo d’Arte di Lugano

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In continuazione con il trend espositivo inaugurato lo scorso anno con la mostra Klee-Melotti, il Museo d’Arte di Lugano propone quest’anno un dialogo visivo tra due grandi figure del ‘900 del Nord e Sud Europa: lo scultore Jean Arp (Strasburgo 1886 – Basilea 1966) e il pittore marchigiano Osvaldo Licini (Ascoli Piceno, 1894 – 1958). Sebbeno siano stati entrambi, all’interno del vivace panorama artistico europeo della prima metà del ‘900, fautori di linguaggi del tutto originali e personali, le loro opere presentano sorprendenti punti di contatto, che, all’interno della mostra, vengono messi in evidenza attraverso la presenza di opere di altri artisti come Rodin, Matisse, Modigliani, Kisling, Klee, Kandinskij, Taeuber-Arp, Magnelli, Van Doesburg, Albers…Tali presenze permettono di apprezzare il confronto di Arp e Licini con le correnti d’avanguardia attive a Parigi negli anni Venti, e al contempo di sottolineare l’autonomia e originalità della loro parabola creativa rispetto alle correnti stilistiche dominanti.

www.mdam.ch

dal 13 aprile al 20 luglio

Jean Arp – Osvaldo Licini e il contesto internazionale
Villa Malpensata – Riva Caccia 5, Lugano (Svizzera)
Orari: martedì – domenica: 10.00 – 18.00
Ingressi: Intero Fr. 12.–/ Ridotto Fr. 8. – Gratuito ogni prima domenica del mese
tel. +41 058 8667214

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Cildo Meireles in mostra all’Hangar Bicocca

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Dal 27 marzo apre nel vastissimo spazio dell’Hangar Bicocca la mostra Installations dedicata a Cildo Meireles e curata da Vicente Todolì. Con un focus sulle installazioni dal 1970 a oggi, è la prima mostra che il nostro Paese dedica a uno dei più importanti artisti internazionali. L’esposizione si sviluppa attraverso dodici opere, installazioni di grandissime dimensioni oppure sculture in scala microscopica, dal micro cubo di legno sacro al pontile sul mare di diciassettemila libri: il visitatore è così direttamente inserito e coinvolto in un percorso che permette di conoscere in maniera approfondita l’aspetto fisico, sensoriale e poetico delle opere dell’artista brasiliano, caratterizzate da una sfida percettiva e concettuale attraverso il meccanismo della giustapposizione, dell’accumulazione e della metafora per arrivare infine a una completa sovversione poetica».

http://www.hangarbicocca.org/mostre/programmazione/page-65/

Inaugurazione mercoledì 26 marzo alle ore 19.00
fino al 13 luglio

Via Chiese 2
Orari:aperta dal giovedì alla domenica dalle h. 11.00 alle h. 23.00
INGRESSO LIBERO

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